I visti americani che non richiedono uno sponsor

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I documenti italiani da preparare

Ogni percorso americano, prima o poi, chiede carte italiane. Non sono mai quelle che si hanno nel cassetto, e quasi mai quelle che si ottengono in un giorno. Questa pagina le mette in ordine: che cosa sono, chi le rilascia, e gli errori che fanno perdere settimane.

I documenti di una pratica americana si dividono in tre famiglie: quelli che provano chi sei e con chi sei legato, quelli che provano che cosa hai fatto — lavoro, impresa, redditi — e quelli che provano che cosa non hai fatto. Le regole di presentazione cambiano fra USCIS e consolati, e fra una categoria e l'altra: le istruzioni del consolato o del modulo prevalgono sempre su qualunque guida, compresa questa.

I precedenti penali: tre documenti, non uno

Il Consolato generale di Napoli, per i visti d'immigrazione, chiede tre documenti distinti, e li chiede tutti:

  • il certificato generale del casellario giudiziale, che riporta i provvedimenti definitivi;
  • il certificato dei carichi pendenti, rilasciato dalla Procura della Repubblica, che riporta i procedimenti in corso;
  • la visura delle iscrizioni nel casellario, che mostra tutte le iscrizioni, comprese quelle che il certificato non riporta.

La terza è quella che spesso manca, ed è la più importante: il certificato rilasciato a richiesta dell'interessato omette per legge alcune iscrizioni — per esempio le condanne con il beneficio della non menzione. La visura no. Il diritto americano vuole sapere tutto, anche quello che il diritto italiano consente di non mostrare a un datore di lavoro.

Quello che i certificati non dicono

Né il casellario né i carichi pendenti registrano la fase delle indagini, che si conosce solo con una richiesta apposita alla Procura sulle iscrizioni nel registro delle notizie di reato. Chi ha ricevuto un avviso di garanzia o un avviso di conclusione delle indagini può quindi avere certificati puliti e, al tempo stesso, una questione aperta di cui il modulo americano chiede conto. I certificati sono una prova, non una risposta: le domande del modulo vanno lette per quello che chiedono. La pagina sui precedenti penali italiani spiega come il diritto americano li legge.

Chi ha precedenti deve inoltre procurarsi le sentenze: copia della decisione con l'indicazione della pena e dell'esito, anche se poi il reato è stato estinto o c'è stata riabilitazione.

Lo stato civile

Atti di nascita e di matrimonio, sentenze di divorzio e di adozione. Due accorgimenti evitano la maggior parte dei problemi.

Il primo: chiedere l'estratto dell'atto, o la copia integrale quando serve, e non il semplice certificato anagrafico, che riporta meno informazioni. I certificati anagrafici si scaricano ormai online dall'anagrafe nazionale con SPID o carta d'identità elettronica; gli estratti degli atti di stato civile si chiedono al Comune che ha formato l'atto. L'identità digitale fa risparmiare code allo sportello, non passaggi.

Il secondo: controllare che nomi e date coincidano in tutti i documenti — passaporto, atti, diplomi, contratti. Il secondo nome che compare in un atto e non nel passaporto, il cognome del marito usato in un documento, l'apostrofo perso in un cognome: sono le discrepanze che generano richieste di chiarimenti. Se l'errore è nell'atto, va corretto con gli strumenti previsti per lo stato civile e il nome, e la correzione richiede tempo.

Le sentenze — di divorzio, di adozione, di riconoscimento — si chiedono in copia autentica alla cancelleria dell'ufficio che le ha emesse, con l'attestazione del passaggio in giudicato quando si tratta di decisioni del processo civile. Sapere quale ufficio le conserva è metà del lavoro, e una guida ai giudici e agli strumenti della giustizia italiana aiuta a orientarsi.

Vaccinazioni e documenti sanitari

Chi chiede un visto d'immigrazione deve sottoporsi a un esame medico e dimostrare le vaccinazioni richieste dalla legge americana. Il certificato delle vaccinazioni si chiede all'azienda sanitaria di competenza: per i figli sono spesso gli stessi documenti richiesti per l'iscrizione a scuola, e il loro rilascio segue le regole dei servizi sanitari e scolastici. Conviene chiederli subito: le vaccinazioni mancanti si possono fare anche in sede d'esame, ma con costi e tempi che si possono evitare.

Impresa, lavoro, redditi

Per le categorie imprenditoriali — E-2, E-1, L-1A, EB-1C — il fascicolo si costruisce con le carte della società italiana: visura camerale, statuto, elenco soci, bilanci depositati, organigramma. Per la persona: contratti, buste paga, certificazioni uniche, dichiarazioni dei redditi. Per la provenienza dei fondi, nell'E-2 e nell'EB-5, gli estratti conto e gli atti che ricostruiscono l'origine del capitale.

Traduzioni e apostille

Per USCIS ogni documento in lingua straniera va accompagnato da una traduzione integrale in inglese, con la dichiarazione del traduttore che attesta la propria competenza e la fedeltà della traduzione. Non è richiesta una traduzione giurata italiana e, di regola, non è richiesta l'apostille: due spese che molti sostengono per abitudine. Per la via consolare valgono le istruzioni del singolo consolato, che vanno lette per prime; una scheda sulla procedura consolare spiega come si carica la documentazione civile prima del colloquio.

E i documenti americani?

Chi ha già avuto pratiche negli Stati Uniti — un visto negato, un ingresso respinto, una domanda ritirata — dovrebbe sapere che cosa c'è nel proprio fascicolo prima di presentarne una nuova. Lo strumento è una richiesta ai sensi del Freedom of Information Act; quando l'amministrazione non risponde, anche quella può finire davanti a un giudice, come mostra un caso di FOIA legato a un'I-485.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.