I visti americani che non richiedono uno sponsor

Percorso · startup

H-1B per fondatori

Per anni è stata una zona grigia: posso farmi sponsorizzare dalla mia stessa società? Dal 2025 la risposta è scritta nel regolamento, ed è sì — con paletti precisi. Il vero ostacolo, ormai, non è giuridico: è la lotteria.

L'H-1B è la categoria per le professioni specialistiche: un'occupazione che richiede l'applicazione di conoscenze altamente specializzate e, di norma, una laurea in quella specifica materia. Storicamente era considerata inaccessibile a chi fonda la propria impresa, perché richiede un rapporto di lavoro fra un datore e un dipendente — e il fondatore che controlla la società sembrava non poter essere dipendente di sé stesso.

Che cosa è cambiato il 17 gennaio 2025

La regola di modernizzazione dell'H-1B, entrata in vigore quel giorno, ha codificato espressamente la possibilità che un soggetto si qualifichi come datore di lavoro statunitense anche quando il beneficiario ne detiene il controllo. Non è più una costruzione da difendere caso per caso: è nel regolamento.

Il legislatore ha però messo dei paletti. Se possiedi più del cinquanta per cento della società petitionaria o ne hai la maggioranza dei diritti di voto:

  • l'approvazione iniziale è limitata a diciotto mesi;
  • anche la prima proroga è limitata a diciotto mesi;
  • devi svolgere per la maggior parte del tempo mansioni proprie dell'occupazione specialistica. Puoi occuparti anche di dirigere la tua impresa, ma quelle mansioni non possono diventare il tuo lavoro principale.

Restano naturalmente tutti gli obblighi ordinari verso il Dipartimento del Lavoro: la Labor Condition Application, il rispetto del salario prevalente per quella mansione in quella area geografica, gli oneri documentali. La società deve poterti pagare davvero — e questo, per una startup senza fatturato, è un requisito sostanziale, non formale.

Il primo periodo va progettato

Diciotto mesi più diciotto sono tre anni prima di rientrare nei ritmi ordinari. È poco per costruire un'impresa da zero, e va tenuto presente in sede di pianificazione: l'H-1B da fondatore è spesso un ponte verso qualcosa di più stabile — un EB-1A, un NIW, un E-2 — non il punto di arrivo.

L'ostacolo vero: la lotteria

L'H-1B soggetto al tetto numerico si ottiene solo passando per la registrazione annuale di primavera e per il sorteggio. Non si può presentare la petizione quando serve: si può provarci una volta l'anno, con una probabilità che dipende dal numero dei registrati. Per un'impresa che deve decidere adesso se aprire una sede a Miami, è un vincolo che rende la categoria inaffidabile come piano principale.

La conseguenza pratica è che l'H-1B da fondatore conviene tenerlo come seconda opzione: si registra ogni anno, e nel frattempo si costruisce un percorso che non dipenda dal sorteggio.

La via esente dal tetto

Alcuni datori non sono soggetti al tetto numerico e possono presentare petizioni H-1B tutto l'anno: le università, gli enti senza scopo di lucro ad esse collegati o affiliati, gli istituti di ricerca senza scopo di lucro e quelli governativi. Chi ha un profilo accademico o di ricerca ha qui una porta che resta aperta dodici mesi su dodici — ed è ammesso, a certe condizioni, cumulare un impiego esente e uno presso un datore ordinario.

Materia in movimento

Sulle tasse a carico dei datori di lavoro H-1B è in corso da tempo un contenzioso — compresa una tassa straordinaria di importo molto elevato introdotta nel settembre 2025 e successivamente annullata in sede giudiziaria. La situazione è cambiata più volte in pochi mesi. Questa pagina non riporta importi proprio per questo: prima di fare un preventivo, verifica lo stato aggiornato sul sito di USCIS.

Un vantaggio che le categorie E non hanno

L'H-1B ammette il doppio intento: puoi portare avanti una domanda di residenza permanente senza che questo comprometta lo status o i rinnovi. Chi ha in programma una green card e vuole intanto lavorare negli Stati Uniti trova qui una compatibilità che l'E-2 non offre. Il rovescio è il tetto dei sei anni, superabile solo a condizioni legate a una pratica di residenza già avviata.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.