I visti americani che non richiedono uno sponsor

Green card · attesa

Il bollettino dei visti e la data di priorità

Fra l'approvazione della petizione e la green card può non passare nulla, o possono passare anni. Non dipende da USCIS né dal consolato: dipende da quanti visti la legge assegna ogni anno alla tua categoria e da quante persone sono in fila davanti a te.

Le green card per lavoro sono contingentate: la legge fissa un numero annuo di visti per ciascuna categoria di preferenza e un limite per Paese. Quando le domande superano i visti disponibili si forma una fila, e il bollettino dei visti — il Visa Bulletin del Dipartimento di Stato — dice ogni mese fin dove è arrivata. Per le categorie di questo sito conta quanto il merito della petizione: una NIW approvata con una fila di tre anni resta, per tre anni, una promessa.

La data di priorità

La tua posizione nella fila è la data di priorità. Nelle autopetizioni e nell'EB-1C è la data in cui USCIS ha ricevuto la petizione I-140; nell'EB-5 è la data di deposito della petizione dell'investitore. Il bollettino indica, per ogni categoria e gruppo di Paesi, una data limite: se la tua data di priorità è anteriore puoi procedere, se è successiva aspetti. Quando la categoria non ha fila il bollettino riporta la lettera C — current — e si procede subito.

La data di priorità ottenuta con una petizione approvata, di regola, si conserva anche se in seguito ne presenti un'altra: chi passa da una NIW a un'EB-1A, per esempio, può portarsi dietro la data più vecchia. È una delle ragioni per cui depositare presto conviene anche quando la fila è lunga.

Il Paese che conta è quello di nascita

Il limite per Paese si applica in base al Paese di nascita, non alla cittadinanza. Chi è nato in Italia rientra nella colonna generale, quella del resto del mondo, che ha file storicamente più brevi di quelle di India e Cina. Ma chi è cittadino italiano e nato altrove viene imputato al Paese in cui è nato: l'ingegnere nato a Mumbai che ha acquisito la cittadinanza italiana per matrimonio, o il figlio di madre italiana nato e cresciuto in India che se l'è vista riconoscere per discendenza — magari dopo un ricorso per la cittadinanza — fanno la fila dei nati in India, per quanto italiano sia il loro passaporto.

Esiste un correttivo: il coniuge nato in un Paese con una fila più corta può, a certe condizioni, «prestare» il proprio Paese di nascita alla famiglia. È una regola tecnica, ma nelle coppie miste può valere anni.

Le due tabelle

Il bollettino contiene per ogni categoria due tabelle. Le date di azione finale dicono quando un visto può essere effettivamente rilasciato o la green card approvata. Le date per il deposito, più avanzate, dicono quando si può cominciare a presentare la domanda finale. Ogni mese USCIS comunica quale delle due tabelle accetta per le domande di aggiustamento presentate negli Stati Uniti, mentre il National Visa Center usa le date per il deposito per avviare la raccolta dei documenti nella via consolare. La scheda sul Visa Bulletin mostra come si legge in pratica una riga del bollettino.

Perché la fila non si muove sempre in avanti

Le date limite possono anche arretrare: se in un anno fiscale le domande sono più del previsto, il Dipartimento di Stato riporta indietro le date per non esaurire i visti prima di settembre. È la cosiddetta retrogressione, e colpisce proprio chi aveva programmato la domanda finale sul bollettino precedente. Il nuovo anno fiscale comincia il 1° ottobre, e spesso con esso le date ripartono.

L'EB-5 ha corsie proprie

Nell'EB-5 una parte dei visti è riservata agli investimenti in aree rurali, in aree ad alta disoccupazione e nei progetti infrastrutturali. Ciascuna riserva ha una riga propria nel bollettino, e le righe riservate possono essere disponibili quando quella generale non lo è. Per chi deve ancora scegliere il progetto, la riga del bollettino è un criterio di scelta quanto il rendimento atteso.

I figli che crescono mentre aspetti

Nelle green card i figli seguono il genitore solo finché sono «figli» per la legge americana: non sposati e sotto i ventun anni. A differenza delle categorie temporanee, qui esiste un meccanismo di protezione: la legge sulla protezione dell'età dei figli consente di sottrarre dall'età del figlio il tempo in cui la petizione è rimasta pendente. Il calcolo è tecnico, dipende dalla data in cui il visto diventa disponibile e impone di attivarsi entro un anno da quel momento; le regole di applicazione sono state cambiate più volte negli ultimi anni. Se hai un figlio vicino ai ventun anni, è il primo calcolo da fare, e da rifare.

L'attesa che nessun giudice accorcia

Quando la pratica è ferma perché un ufficio non decide, esistono rimedi, fino all'azione giudiziaria per ritardo irragionevole. Quando è ferma perché nella tua categoria non ci sono visti, non c'è ritardo da contestare: i criteri TRAC con cui i giudici federali valutano i ritardi presuppongono che l'amministrazione possa decidere e non lo faccia. Se il bollettino dice che non puoi procedere, nessun avvocato, nessuna tassa di trattazione accelerata e nessun ricorso possono farti procedere.

Nel frattempo si vive, di solito, con uno status temporaneo. È per questo che quasi tutti i percorsi di questo sito vanno letti a coppie — un visto per stare, una petizione per restare — e che la pagina su aggiustamento di status o consolato è la naturale prosecuzione di questa.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.