I visti americani che non richiedono uno sponsor

Green card · procedura

Aggiustamento di status o consolato

La petizione approvata non è ancora una green card. Per diventare residente permanente c'è un ultimo passaggio, e si può fare in due modi: dall'interno degli Stati Uniti o dal consolato di Napoli. La scelta non è di gusto: dipende da dove sei, con quale status, e da che cosa ti serve fare nel frattempo.

Tutte le green card di questo sito — NIW, EB-1A, EB-1C, EB-5 — hanno la stessa struttura in due tempi. Prima si dimostra di rientrare nella categoria, con la petizione. Poi, quando nella categoria c'è un visto disponibile per il tuo Paese di nascita, si chiede la residenza permanente vera e propria. Il primo tempo è diverso per ogni categoria; il secondo è sostanzialmente comune a tutte, ed è di questo che parla la pagina.

Quando un visto è disponibile lo dice il bollettino dei visti, mese per mese. Fino a quel momento, qualunque sia la via scelta, non si va avanti.

Le due strade

L'aggiustamento di status

Chi si trova negli Stati Uniti in uno status valido può presentare a USCIS il modulo I-485 e diventare residente permanente senza uscire dal Paese. Nelle categorie di lavoro può farlo anche insieme alla petizione, se il visto è già disponibile. Mentre la domanda è pendente si possono chiedere il permesso di lavoro e un documento di viaggio: la scheda sull'aggiustamento di status ne descrive il funzionamento in dettaglio.

I presupposti sono stretti. Bisogna essere entrati regolarmente e non con l'ESTA, che preclude l'aggiustamento nelle categorie di lavoro; bisogna, di regola, non aver lavorato senza autorizzazione né aver violato lo status, con una tolleranza limitata prevista proprio per le categorie di lavoro. Chi è negli Stati Uniti con un B-1 e presenta la domanda poco dopo l'ingresso deve fare i conti con la questione dell'intenzione descritta nella pagina sul cambio di status.

Il visto d'immigrazione

Chi è in Italia, o preferisce non dipendere da USCIS per l'ultimo passaggio, conclude la pratica per via consolare: la petizione approvata passa al National Visa Center, che raccoglie documenti e tasse e fissa il colloquio. In Italia i visti d'immigrazione si trattano al Consolato generale di Napoli, qualunque sia la tua residenza. Si diventa residenti permanenti nel momento in cui si entra negli Stati Uniti con quel visto; la tessera arriva per posta nelle settimane successive.

A Napoli si fa anche l'esame medico, il giorno prima del colloquio, con la verifica delle vaccinazioni. E per i precedenti penali il consolato chiede tre documenti italiani distinti: il certificato generale del casellario giudiziale, il certificato dei carichi pendenti e la visura delle iscrizioni nel casellario. La pagina sui documenti italiani spiega che cosa sono e dove si chiedono.

Come si sceglie

 Aggiustamento (I-485)Consolato di Napoli
Dove devi essereNegli Stati Uniti, in status validoOvunque; il colloquio è a Napoli
Nel frattempoPermesso di lavoro e di viaggio, su domandaResti nel tuo status attuale, o in Italia
Viaggiare mentre è pendenteSolo con il documento di viaggio, salvo alcune categorieNessun vincolo
Chi decideUSCISL'ufficiale consolare
Se va stortoEsistono rimedi amministrativi e giudiziariIl diniego consolare, in pratica, non si impugna

Due considerazioni pesano più delle altre. La prima: chi ha famiglia e lavoro già negli Stati Uniti, in L-1A o in H-1B, di solito aggiusta lo status, perché la domanda pendente convive con la vita che fa. La seconda: la via consolare è spesso più prevedibile nei tempi, ma concentra tutto in un colloquio senza appello. Se invece la domanda di aggiustamento resta ferma per mesi oltre i tempi pubblicati, esiste un rimedio giudiziario, il mandamus per l'I-485: non decide la domanda, ma obbliga l'amministrazione a deciderla.

Uscire dagli Stati Uniti con l'I-485 pendente

Lasciare gli Stati Uniti senza il documento di viaggio, mentre la domanda di aggiustamento è pendente, equivale di regola ad abbandonarla. L'eccezione principale riguarda chi è in status H-1B o L-1 e rientra con un visto valido. Tutti gli altri — compresi i titolari di E-2 — devono aspettare il documento prima di prenotare il volo.

Il lato italiano: che cosa chiudere prima di partire

Il consolato di Napoli lo scrive nelle sue istruzioni: non si lascia il lavoro, non si vende la casa, non si prenotano voli prima di avere il visto in mano. Ma quando il visto arriva, il trasferimento definitivo apre una serie di questioni italiane che conviene aver già studiato.

Il lavoro. Chi è dipendente deve presentare le dimissioni con la procedura telematica e rispettare il preavviso, se non vuole vederselo trattenere dalle competenze di fine rapporto.

La casa. Chi vive in affitto deve recedere dal contratto nei tempi previsti; chi è proprietario e decide di affittare deve scegliere il contratto giusto e sapere come si gestisce, a distanza, un rapporto di locazione — compreso il caso, che nessuno mette in conto, di un inquilino che smette di pagare. Anche le spese e le assemblee di condominio continueranno ad arrivare: una delega a una persona di fiducia evita di scoprirlo da un decreto ingiuntivo.

Le pendenze con le amministrazioni. Cartelle e multe e sanzioni amministrative non pagate non incidono sul visto americano, ma continuano a correre: la riscossione prosegue anche se sei all'estero, con interessi e aggi. Vanno chiuse, o almeno messe in ordine, prima di partire.

La residenza. Chi si trasferisce stabilmente all'estero deve iscriversi all'AIRE; la residenza fiscale, però, segue regole proprie e non si sposta con una semplice comunicazione. È una delle ragioni per cui il primo anno da residente permanente americano va pianificato anche con un commercialista.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.