I visti americani che non richiedono uno sponsor

Green card · capitale

EB-5 — investitore immigrante

Nessun datore di lavoro, nessun titolo di studio, nessun requisito personale: solo capitale di provenienza lecita, dieci posti di lavoro e molta pazienza. È la via più diretta e la più cara.

L'EB-5 è concettualmente la più semplice delle categorie: investi una somma determinata in un'impresa commerciale statunitense, quell'investimento crea almeno dieci posti di lavoro a tempo pieno, e tu e la tua famiglia ottenete la residenza permanente. Non serve un datore di lavoro, non serve una laurea, non serve dimostrare nulla su di te oltre alla provenienza lecita del denaro.

La semplicità concettuale non si traduce in semplicità pratica: è il percorso con la soglia economica più alta e con l'istruttoria documentale più pesante di tutte.

Gli importi

La riforma del 2022 ha fissato due soglie: 800.000 dollari per gli investimenti in un'area a impiego mirato — zone rurali o ad alta disoccupazione — e nei progetti infrastrutturali; 1.050.000 dollari per tutti gli altri. Gli importi si rivalutano periodicamente in base all'indice dei prezzi al consumo: il primo adeguamento è previsto per le domande presentate dal 1° gennaio 2027.

La stessa riforma ha riservato quote annuali ai progetti in aree rurali, a quelli in aree ad alta disoccupazione e alle infrastrutture. Nella pratica queste riserve contano molto: sono le corsie in cui l'attesa può essere sensibilmente più breve.

Centro regionale o investimento diretto

 Centro regionaleInvestimento diretto
Ruolo dell'investitoreSostanzialmente passivoGestisci tu l'impresa
Posti di lavoroAnche indiretti, calcolati con modelli economiciSolo diretti: dieci dipendenti veri
RischioDipende dal progetto altruiDipende dalla tua impresa
Adatto aChi vuole la green card, non un'attivitàChi vuole comunque fare l'imprenditore

Chi sceglie l'investimento diretto deve tenere presente che i dieci posti di lavoro vanno creati davvero, con dipendenti a tempo pieno e in regola, entro il termine previsto. Per molte attività di piccola scala è un requisito più difficile del capitale.

La prova che pesa: la provenienza dei fondi

È la parte del fascicolo che richiede più lavoro. Bisogna ricostruire da dove viene ogni dollaro investito: redditi dichiarati, vendite di immobili, cessioni di partecipazioni, eredità, donazioni, finanziamenti garantiti da beni personali. Servono dichiarazioni fiscali, atti, estratti conto, tracciabilità dei trasferimenti internazionali. Un patrimonio familiare accumulato in decenni può richiedere una ricostruzione lunga — ed è il motivo per cui le pratiche EB-5 cominciano molto prima di quanto si immagini.

Green card condizionata e rimozione delle condizioni

L'esito iniziale è una residenza permanente condizionata della durata di due anni. Prima della scadenza si presenta una domanda per rimuovere le condizioni, dimostrando che l'investimento è stato mantenuto e che i posti di lavoro sono stati creati. Solo allora la residenza diventa piena. Fino a quel momento l'impegno non è concluso.

Un dettaglio procedurale che vale mesi

Chi si trova già negli Stati Uniti in status regolare e ha una categoria di visto disponibile può presentare la domanda di aggiustamento di status insieme alla petizione, invece di attendere l'approvazione di quest'ultima. È una possibilità introdotta con la riforma del 2022 e consente, in attesa, di ottenere il permesso di lavoro e quello di viaggio. Per chi è già negli Stati Uniti con un B-1 o un altro status cambia la fisionomia dell'intera operazione.

Prima di firmare qualsiasi cosa

Il settore dei centri regionali ha una storia di progetti falliti e di collocamenti spinti da provvigioni. Nessuno può garantirti né la green card né il rimborso: il capitale deve essere a rischio per legge, quindi una garanzia di restituzione è, per definizione, incompatibile con il requisito. Chi te la promette sta descrivendo un prodotto che non può esistere.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.