L'E-1 nasce dallo stesso trattato che apre l'E-2, ma guarda a un fatto diverso. L'E-2 chiede: quanto hai investito? L'E-1 chiede: quanto commerci? Se la tua azienda vende già negli Stati Uniti, la risposta potrebbe essere già nei registri contabili — e il fascicolo si costruisce con documenti che esistono, invece che con un capitale da immobilizzare.
Che cosa conta come commercio
Non solo merce. Il commercio ai fini dell'E-1 comprende beni, servizi, trasporti, turismo, tecnologia, servizi bancari e assicurativi, consulenza, comunicazioni. Ciò che deve esistere è uno scambio internazionale di qualcosa, tracciabile e già in corso: fatture, bolle, contratti, pagamenti, dogane. Le trattative avviate non contano; contano le operazioni concluse.
Sostanziale
Si guarda al volume e soprattutto alla frequenza: molte transazioni continuative pesano più di un singolo contratto grosso. Una serie di spedizioni mensili verso clienti americani costruisce un fascicolo migliore di un'unica fornitura da un milione di dollari.
Continuativo
Deve esserci uno storico e la prospettiva che prosegua. In pratica si documentano gli ultimi anni di attività, non l'ultimo trimestre.
Prevalentemente con gli Stati Uniti
È il requisito che seleziona di più: oltre il cinquanta per cento del commercio internazionale dell'impresa deve avvenire fra Italia e Stati Uniti. Un'azienda che esporta in venti Paesi con gli Stati Uniti al quindici per cento non passa, per quanto grande sia. Un'azienda piccola che vende quasi solo negli Stati Uniti, sì. Non è una questione di dimensione, è una questione di baricentro.
Se il tuo baricentro è vicino alla soglia, il modo in cui organizzi le vendite nei prossimi esercizi conta più di qualunque documento. È una di quelle situazioni in cui la pianificazione va fatta due anni prima della domanda.
Chi può ottenerlo
L'E-1 spetta al titolare o al dipendente dell'impresa commerciante, purché siano cittadini italiani come l'impresa, e purché il ruolo sia direttivo, di supervisione, oppure comporti competenze essenziali per l'attività. Il centralinista non rientra; il responsabile export che parla la lingua dei clienti e conosce il prodotto, sì.
E-1 o E-2: quale conviene
| E-1 | E-2 | |
|---|---|---|
| Che cosa devi dimostrare | Un flusso di scambi già in corso | Un capitale già investito e a rischio |
| Serve immobilizzare denaro | No | Sì |
| Serve una struttura negli USA | Non necessariamente | Sì, l'impresa dev'essere operativa |
| Prova più difficile | La regola del 50% | La non marginalità |
| Profilo tipico | Esportatore, spedizioniere, società di servizi | Chi compra o avvia un'attività americana |
Nulla vieta di avere i presupposti di entrambi. In quel caso si sceglie in base a quale prova si regge meglio: se il capitale è tracciabile e l'impresa è pronta, l'E-2; se le fatture verso gli Stati Uniti riempiono già un faldone, l'E-1 costa meno e prova di più.
Per tutto il resto — durata, rinnovi senza limite, lavoro del coniuge, intento non immigratorio — l'E-1 segue lo stesso regime dell'E-2, che è descritto per esteso qui.