I visti americani che non richiedono uno sponsor

Guida · ammissibilità

Procedimento penale in corso e visto americano

Una condanna si legge in una sentenza. Un procedimento aperto no: è una situazione che cambia di mese in mese e che il diritto americano guarda con categorie proprie. È anche il momento in cui si possono ancora fare scelte — in Italia — che decideranno l'esito della pratica negli Stati Uniti.

Chi ha un procedimento penale in corso in Italia e un progetto americano ha davanti due domande diverse, che conviene tenere separate. La prima è che cosa dichiarare oggi, nei moduli e al colloquio. La seconda è come il procedimento, quando finirà, verrà letto dal diritto dell'immigrazione. Alla prima si risponde leggendo bene le domande; alla seconda, in parte, con le scelte che si fanno nel processo italiano.

Le fasi, viste dagli Stati Uniti

Le fasi della procedura penale italiana non hanno un equivalente preciso nel sistema americano, e i moduli non le nominano. Conviene quindi tradurre la propria posizione in fatti semplici: sono stato arrestato o fermato? Sono stato formalmente accusato? C'è una sentenza, e se sì, è definitiva?

  • Indagini preliminari. Chi riceve un avviso di garanzia è indagato, non imputato. In questa fase i certificati del casellario e dei carichi pendenti sono di regola puliti, come spiega la pagina sui documenti italiani.
  • Chiusura delle indagini. L'avviso di conclusione delle indagini segnala che il pubblico ministero si prepara a esercitare l'azione penale. È il momento in cui il difensore può ancora chiedere che l'indagato sia sentito, depositare memorie, indicare prove: spesso l'ultimo in cui il procedimento può chiudersi con un'archiviazione.
  • Azione penale e processo. Con la richiesta di rinvio a giudizio o la citazione diretta si diventa imputati, e da quel momento il procedimento compare nel certificato dei carichi pendenti.
  • Sentenza e impugnazioni. La sentenza di primo grado non è definitiva finché restano l'appello e il ricorso per cassazione.

Che cosa chiedono i moduli

Non tutti i moduli chiedono le stesse cose. Il DS-160 dei visti non immigratori chiede se sei mai stato arrestato o condannato; l'ESTA chiede di arresti e condanne per reati di una certa gravità; il modulo I-485 della green card è più ampio, e chiede anche se sei mai stato accusato o trattenuto. La regola è rispondere alla domanda che è scritta, non a quella che si teme — e quando la risposta è incerta, dirlo e spiegare, non scegliere la versione più comoda. Una scheda sulle domande del DS-160 e dell'ESTA le mette a confronto voce per voce.

Al colloquio, poi, l'ufficiale consolare può chiedere qualsiasi cosa, compresa l'esistenza di procedimenti in corso. Un procedimento aperto non rende di per sé inammissibili, ma può portare a un rinvio della decisione finché l'esito non è noto.

Se c'è una misura cautelare

Le misure cautelari pongono due problemi. Il primo è americano: la custodia cautelare, gli arresti domiciliari e il fermo sono «arresti» ai fini dei moduli, e vanno dichiarati anche se il procedimento finirà con un'assoluzione. Il secondo è italiano, e viene prima: il divieto di espatrio impedisce di lasciare il Paese, e anche altre misure, come l'obbligo di presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria, sono incompatibili con un viaggio lungo. Partire senza l'autorizzazione del giudice significa violare la misura, con conseguenze che si aggiungono al procedimento. Anche il rilascio o il rinnovo del passaporto, per chi è imputato, può richiedere in alcuni casi il nulla osta dell'autorità giudiziaria.

La scelta del rito ha effetti oltreoceano

Nel processo italiano molte scelte si fanno pensando alla pena: il patteggiamento, il decreto penale non opposto, la messa alla prova, il giudizio abbreviato. Per il diritto americano dell'immigrazione le stesse strade hanno effetti diversissimi: il patteggiamento e il decreto penale sono condanne; la messa alla prova con esito positivo, spesso no; un'assoluzione, mai. La pagina sui precedenti penali italiani mette in fila le equivalenze, e quella sul reato estinto spiega che cosa resta dopo.

La conseguenza pratica è semplice e spesso ignorata: chi ha un progetto americano deve dirlo al proprio difensore italiano prima di scegliere il rito, e il difensore dovrebbe potersi confrontare con un avvocato americano. Una pena mite ottenuta con un patteggiamento può costare, anni dopo, un visto o una green card.

L'appello pendente

Una condanna di primo grado impugnata non è definitiva, e per il diritto dell'immigrazione americano, di regola, una condanna produce i suoi effetti quando l'impugnazione ordinaria è esaurita o non è stata proposta. Ma chi decide sul visto o sulla green card vede comunque una sentenza, e l'appello può durare anni. Nel frattempo la domanda va compilata dichiarando la situazione per com'è, e le valutazioni discrezionali ne terranno conto.

Se hai già una domanda pendente negli Stati Uniti

Chi ha già una domanda di green card presso USCIS quando si apre un procedimento in Italia deve sapere che l'amministrazione può rinviare la decisione in attesa dell'esito, e che il procedimento pesa sulla parte discrezionale della valutazione anche prima di una condanna. Il modo in cui USCIS esercita questa discrezionalità è oggetto di un'analisi sulla discrezionalità nelle domande I-485. Per la procedura nel suo complesso si veda la pagina su aggiustamento di status o consolato.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.