I visti americani che non richiedono uno sponsor

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Figli nati negli Stati Uniti: la Corte suprema chiude la questione

Per un anno e mezzo le famiglie italiane in E-2, L-1, O-1 — o semplicemente in viaggio con l'ESTA — hanno vissuto con un dubbio: un figlio nato negli Stati Uniti sarebbe stato cittadino americano? Il 30 giugno 2026 la Corte suprema ha risposto di sì.

Il 20 gennaio 2025 un ordine esecutivo aveva stabilito che le amministrazioni non riconoscessero come cittadini i figli nati negli Stati Uniti da madri prive di status o presenti solo temporaneamente — una categoria che comprendeva chi era entrato con il Visa Waiver o con un visto di studio, lavoro o turismo — se il padre non era cittadino o residente permanente. L'ordine era stato bloccato dai tribunali prima di entrare in vigore. Con la sentenza Trump v. Barbara, pubblicata fra le decisioni della Corte suprema del 2025-2026, la Corte ha deciso nel merito.

Che cosa ha deciso

Con sei voti contro tre, e un'opinione del presidente Roberts, la Corte ha stabilito che i figli nati negli Stati Uniti da genitori presenti illegalmente o temporaneamente sono soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti e quindi cittadini dalla nascita in base al Quattordicesimo emendamento. La Corte ha respinto la tesi del governo secondo cui conterebbe il domicilio dei genitori, e non la loro presenza. L'ordine esecutivo non può essere applicato. Le eccezioni restano quelle storiche e strettissime, come i figli dei diplomatici stranieri.

Che cosa significa per una famiglia italiana

Il figlio nato negli Stati Uniti da genitori in E-2, L-1 o O-1 è cittadino americano. Ha diritto al passaporto statunitense e deve entrare e uscire dagli Stati Uniti con quello, non con l'ESTA. Il passaggio pratico del passaporto per un minore è spiegato nella guida sul passaporto americano del minore.

Sul versante italiano, il figlio di un cittadino italiano è di regola italiano anch'esso, ma per chi nasce all'estero la riforma del 2025 ha introdotto condizioni nuove che dipendono dalla situazione dei genitori: prima di dare per scontata la trascrizione conviene verificarle con il consolato, partendo dalla guida sulla doppia cittadinanza Italia-USA. Le implicazioni per il bambino — obblighi, documenti, scelte future — sono nella guida sulla doppia cittadinanza del minore.

Che cosa non cambia

La cittadinanza del figlio non dà alcuno status ai genitori. Un figlio cittadino può chiedere la green card per i genitori solo quando compie ventuno anni. Fino ad allora i genitori restano nel proprio status, con le regole descritte nella pagina sui familiari al seguito, e programmare una nascita negli Stati Uniti non è una strategia d'immigrazione.

Per chi sta pianificando il trasferimento

Chi si trasferisce con una famiglia in crescita trova nella pagina sul trasferimento con la famiglia le questioni italiane da regolare prima di partire: scuola, sanità, residenza. Chi rientra in Italia con un figlio cittadino americano deve sapere che quel figlio avrà, per tutta la vita, gli obblighi di un cittadino statunitense all'estero, a cominciare da quelli fiscali. Il Policy Manual di USCIS raccoglie le regole federali sulla cittadinanza.

Domande ricorrenti

Serve un CRBA?

No. Il CRBA serve a documentare la cittadinanza di chi nasce all'estero da genitore americano. Chi nasce negli Stati Uniti ha un certificato di nascita americano, che basta per il passaporto. Il caso opposto — il figlio nato in Italia da un genitore americano — è spiegato nella guida mio figlio è nato in Italia e sono cittadino USA; quando la strada è la procedura N-600K, il viaggio del minore per il colloquio richiede il visto giusto, come spiega la guida sul visto del minore.

Il bambino può avere entrambi i passaporti?

Sì: Italia e Stati Uniti ammettono la doppia cittadinanza. Negli Stati Uniti deve entrare e uscire con il passaporto americano.

E le tasse?

I cittadini americani hanno obblighi fiscali verso gli Stati Uniti anche quando vivono all'estero. Il confronto fra il sistema italiano e quello americano è nella guida sulla tassazione dei cittadini italiani e americani all'estero.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.