I visti americani che non richiedono uno sponsor

Guida · trasferimento

Trasferirsi con la famiglia: il lato italiano

Il visto decide chi può partire. Non decide come si lascia l'Italia: i figli che non rientrano nella definizione americana di famiglia, i genitori che restano, la scuola, la sanità, le pratiche che continueranno a chiedere una firma. Sono questioni che si risolvono meglio da qui, prima di partire.

La pagina su coniuge e figli al seguito spiega chi può ottenere uno status derivato e chi può lavorare. Questa parte da dove quella finisce: dalla famiglia reale, che raramente coincide con quella dei moduli, e dalle cose da sistemare in Italia perché il trasferimento regga nel tempo.

I minori che non sono «figli» per la legge americana

Per il diritto dell'immigrazione americano un figlio adottivo segue il genitore solo se l'adozione è avvenuta prima dei sedici anni e dopo almeno due anni di convivenza e custodia. Il minore in affido non rientra affatto: l'affido è una misura temporanea, che non crea un rapporto di filiazione. Nel regime italiano dell'adozione e dell'affido, del resto, un trasferimento all'estero del minore affidato coinvolge in ogni caso i servizi e l'autorità giudiziaria. Chi ha in corso un affido o un percorso adottivo deve sapere che il calendario del visto e quello del tribunale per i minorenni non si parlano, e che è il secondo a decidere.

I genitori che restano

I genitori non sono familiari al seguito in nessuna delle categorie di questo sito. Se un genitore anziano resta in Italia e ha bisogno di assistenza, conviene decidere prima di partire chi se ne occuperà e con quali poteri: una procura, un accordo con fratelli e sorelle, nei casi più delicati un amministratore di sostegno. Gli strumenti che il diritto italiano prevede per le persone fragili funzionano, ma richiedono tempo, e chi vive dall'altra parte dell'oceano difficilmente può assumerne la gestione quotidiana.

C'è poi un rischio per chi ha già la green card: le assenze lunghe per assistere un genitore possono far ritenere abbandonata la residenza permanente. Per un'assenza superiore a un anno serve il permesso di rientro, da chiedere prima di partire; quando la domanda resta ferma, il rimedio è quello del mandamus per il modulo I-131. La pagina sui nomadi digitali descrive lo stesso rischio da un altro punto di vista.

Scuola e sanità

Per iscrivere i figli a una scuola americana servono le pagelle e i certificati scolastici, tradotti, e il certificato delle vaccinazioni, perché ogni Stato fissa le proprie vaccinazioni obbligatorie per l'accesso a scuola. Si chiedono alla scuola e all'azienda sanitaria, e conviene averli prima di partire: la pagina sui documenti italiani spiega come prepararli.

Dal lato sanitario, chi trasferisce la residenza all'estero e si iscrive all'AIRE esce di regola dal Servizio sanitario nazionale: durante i rientri temporanei l'assistenza è limitata alle cure urgenti. Chi continua a curarsi in Italia — per una terapia in corso, per un figlio seguito da uno specialista — deve pianificare la continuità delle cure prima della cancellazione. Le regole dei servizi sanitari e scolastici sono il capitolo del trasferimento che si scopre per ultimo e si rimpiange per primo.

L'Italia, da lontano

Anche dopo la partenza resteranno pratiche italiane: le imposte sugli immobili, un contratto di locazione, la pensione di un genitore, una successione. Per gestirle a distanza servono gli strumenti dell'identità digitale — SPID o carta d'identità elettronica, firma digitale, posta elettronica certificata — e, per gli atti più importanti, una procura, che dall'estero si può rilasciare anche presso il consolato italiano. Conviene attivarli finché si è in Italia: ottenerli o rinnovarli dall'estero è possibile, ma più lento.

Tasse e residenza

La residenza anagrafica, quella fiscale e lo status migratorio americano sono tre cose diverse, e non si spostano insieme. Una scheda sul rapporto fra residenza fiscale e status migratorio spiega perché una green card non basta a chiudere la residenza fiscale italiana, e perché la pagina su aggiustamento di status o consolato consiglia di pianificare il primo anno anche con un commercialista.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.