I visti americani che non richiedono uno sponsor

Guida · procedura

Il visto si chiede dove si è cittadini o residenti

Fino al 2025 un italiano che viveva a Londra o a Dubai poteva prenotare il colloquio dove trovava l'appuntamento più vicino. Dal 6 settembre 2025 il Dipartimento di Stato chiede di presentare la domanda nel Paese di cittadinanza o in quello di residenza, e altrove il visto diventa più difficile da ottenere.

Il 6 settembre 2025 il Dipartimento di Stato ha annunciato, con effetto immediato, che i richiedenti di visto non immigrante devono fissare il colloquio presso un'ambasciata o un consolato del Paese di cui sono cittadini o in cui risiedono. Gli annunci del Dipartimento sono nella sezione delle notizie sui visti; le istruzioni per chi chiede in Italia sono sul sito dell'Ambasciata degli Stati Uniti.

Che cosa prevede

Chi chiede in base alla residenza deve poterla dimostrare: permesso di soggiorno, contratto di locazione, iscrizione anagrafica, contratto di lavoro. Chi prenota in un Paese dove non è né cittadino né residente può farlo, ma il Dipartimento avverte che avrà più difficoltà a ottenere il visto e che la tariffa versata non è rimborsabile né trasferibile. I rinnovi nella stessa categoria richiedono un appuntamento di persona. Restano esclusi i visti diplomatici e ufficiali. Per i cittadini di Paesi in cui gli Stati Uniti non svolgono attività consolare ordinaria esistono sedi designate.

Che cosa significa per un italiano all'estero

Un italiano residente in Spagna, in Svizzera o negli Emirati può chiedere il visto in Italia, come cittadino, o nel Paese in cui risiede, purché documenti la residenza. Non può più scegliere un terzo Paese per comodità. Per chi vive all'estero da anni il consolato del Paese di residenza è spesso la scelta migliore anche per ragioni di sostanza: è lì che si valutano i legami, il lavoro, la vita che si intende mantenere.

Nel caso dell'E-2 conta la nazionalità, non la residenza: un italiano che vive in Argentina può chiedere un E-2 come cittadino italiano, ma deve presentarsi dove la nuova regola glielo consente. La combinazione con la cittadinanza per discendenza, ristretta dalla riforma italiana del 2025, è esaminata nella pagina E-2 e cittadinanza per discendenza.

Documenti di residenza

Se si chiede il visto in base alla residenza, i documenti stranieri vanno presentati come si presentano quelli italiani: completi e, se richiesto, tradotti. Le regole sui documenti italiani aiutano a impostare anche quelli del Paese di residenza.

Le altre regole che si sommano

La nuova regola si combina con il colloquio di nuovo obbligatorio: oggi quasi tutti devono presentarsi di persona, e farlo nel posto giusto. Una decisione negativa presa da un consolato è, salvo eccezioni molto ristrette, sottratta al controllo dei giudici americani: la scheda sulla non sindacabilità delle decisioni consolari (in inglese) ne spiega le ragioni. Chi viaggia per affari brevi senza visto continua a usare l'ESTA, che non è toccato da questa regola.

Domande ricorrenti

Vivo negli Stati Uniti con un E-2: dove rinnovo il visto?

Negli Stati Uniti non si rilasciano visti, quindi il Paese di residenza non è un'opzione: il rinnovo si chiede nel Paese di cittadinanza, cioè in Italia.

Uno studente Erasmus all'estero è «residente»?

La residenza va dimostrata, e un soggiorno di studio breve difficilmente basta. In caso di dubbio la scelta più sicura è chiedere il visto in Italia.

Gli appuntamenti già presi in un Paese terzo restano validi?

Il Dipartimento ha indicato che gli appuntamenti già fissati di regola sono mantenuti, avvertendo però che le domande presentate fuori dal Paese di cittadinanza o residenza possono essere valutate con criteri più severi.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.