L'E-2 è un visto «da trattato»: lo può chiedere chi ha la nazionalità di un Paese che ha con gli Stati Uniti un trattato di commercio e navigazione, come l'Italia, e l'impresa deve essere posseduta almeno per metà da cittadini di quel Paese. Secondo il Foreign Affairs Manual, la nazionalità si accerta in base alla legge del Paese che la attribuisce. Non serve vivere in Italia: un cittadino italiano residente a Buenos Aires o a Caracas può chiedere l'E-2 come italiano.
Che cosa ha cambiato la riforma del 2025
Il decreto-legge del 28 marzo 2025, convertito nella legge 23 maggio 2025, n. 74, ha limitato il riconoscimento della cittadinanza per discendenza a chi è nato all'estero ed è in possesso di un'altra cittadinanza. Il riconoscimento resta possibile, fra l'altro, per chi aveva presentato la domanda entro il 27 marzo 2025 e quando un genitore o un nonno possiede, o possedeva alla morte, soltanto la cittadinanza italiana; altre ipotesi riguardano la residenza in Italia dei genitori. Il quadro completo è nella guida sulla riforma dello iure sanguinis.
La sentenza della Corte costituzionale
Con la sentenza n. 63 del 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Torino sulla nuova disciplina: la riforma resta in vigore. Altre questioni, sollevate con ordinanze diverse, sono state discusse il 9 giugno 2026 e la decisione è stata riservata. Al 12 ottobre 2026 non abbiamo notizia di una pronuncia su quelle questioni: è un punto da ricontrollare.
Chi è già cittadino italiano — perché riconosciuto prima della riforma o perché rientra nelle ipotesi ancora ammesse — resta tale, e l'E-2 resta disponibile. Chi contava di diventarlo per discendenza e non rientra nelle nuove condizioni non ha più quella strada. In nessun caso conviene impostare un investimento negli Stati Uniti prima di avere un passaporto italiano in mano: il consolato americano valuta la nazionalità al momento della domanda.
Le altre vie verso la cittadinanza italiana
La riforma ha previsto anche misure compensative, come una riduzione del periodo di residenza legale richiesto per la naturalizzazione di chi ha un genitore o un nonno cittadino per nascita. Sono percorsi lunghi, che richiedono di vivere in Italia e che non si improvvisano. Il contenzioso amministrativo sui procedimenti di cittadinanza è il terreno della guida sui ritardi e dinieghi in materia di cittadinanza; un quadro più ampio delle cittadinanze per discendenza è in quella sulle cittadinanze per discendenza.
Dove chiedere il visto
Il discendente di italiani che vive fuori dall'Italia deve chiedere il visto nel Paese di cittadinanza o di residenza, secondo la regola descritta nella pagina sul visto nel Paese di residenza. Se la seconda cittadinanza è venezuelana o cubana, valgono anche le considerazioni della pagina su doppia cittadinanza e travel ban. I documenti di stato civile italiani si preparano come spiega la pagina sui documenti italiani; la disciplina americana dell'E-2 è sulla pagina di USCIS sugli investitori E-2.
Domande ricorrenti
La cittadinanza riconosciuta prima della riforma resta valida?
Sì. La riforma riguarda il riconoscimento di chi non era ancora riconosciuto alle condizioni previste; chi è già cittadino italiano resta tale.
Il coniuge deve essere italiano per l'E-2?
No. I familiari al seguito di un investitore E-2 non devono avere la nazionalità del trattato: la nazionalità conta per l'investitore e per la proprietà dell'impresa.
Con due passaporti, quale presento?
Quello italiano: è la nazionalità del trattato che rende possibile l'E-2. Le altre cittadinanze vanno comunque dichiarate nel modulo del visto.