I visti americani che non richiedono uno sponsor

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Doppia cittadinanza e travel ban: che cosa vale per un passaporto italiano

Molti italiani hanno una seconda cittadinanza di un Paese oggi soggetto a restrizioni d'ingresso negli Stati Uniti: Venezuela, Cuba, Iran fra gli altri. Il travel ban esenta chi viaggia con un passaporto non designato. Ma l'ESTA ha regole proprie, e il Paese di nascita può pesare anche quando il passaporto è italiano.

La proclamazione del 16 dicembre 2025, pubblicata nel Federal Register il 19 dicembre e in vigore dal 1° gennaio 2026, ha ampliato le restrizioni d'ingresso introdotte nel giugno 2025. Divide i Paesi in due gruppi: per alcuni l'ingresso è sospeso per immigranti e non immigranti; per altri — fra cui Cuba e Venezuela — la sospensione riguarda i visti d'immigrazione e i visti B, F, M e J. Le liste sono soggette a revisione periodica.

L'esenzione per i doppi cittadini

La proclamazione non si applica a chi ha la cittadinanza di un Paese designato e di un Paese non designato, quando viaggia con il passaporto di quest'ultimo. Un italo-venezuelano che chiede un visto B-1 come cittadino italiano, con passaporto italiano, non è colpito dal divieto. Non lo sono nemmeno i visti già rilasciati prima del 1° gennaio 2026, che la proclamazione dichiara di non revocare.

L'ESTA segue regole sue

Il programma Visa Waiver ha esclusioni autonome, previste dalla legge, che non dipendono dal travel ban. Come spiega la pagina sull'ESTA, non può usarlo chi dal 2011 si è recato in alcuni Paesi — fra cui Iran, Iraq, Siria, Sudan, Yemen — o dal gennaio 2021 a Cuba, salvo eccezioni limitate, né chi ha anche la cittadinanza di alcuni di questi Paesi. Per queste persone la strada è il visto, chiesto come cittadino italiano; e il visto, per un doppio cittadino, è proprio ciò che la proclamazione non impedisce.

Da verificare

Secondo analisi di studi legali americani, a fine 2025 USCIS ha emanato indicazioni che considerano la nascita o la nazionalità in un Paese soggetto a restrizioni come un elemento sfavorevole nelle valutazioni discrezionali, con sospensioni temporanee di alcune pratiche. Non abbiamo potuto consultare direttamente quei documenti né verificare come si applichino a un doppio cittadino italiano: chi è nato in un Paese designato e ha una pratica USCIS pendente dovrebbe parlarne con un avvocato abilitato. Il quadro della discrezionalità è nella pagina sul memorandum del maggio 2026.

Italiani per discendenza

Molti italo-venezuelani e italo-cubani hanno ottenuto la cittadinanza italiana per discendenza. La riforma italiana del 2025 ha ristretto quella via per chi nasce all'estero: le regole e gli esiti del contenzioso costituzionale sono nella pagina su E-2 e cittadinanza per discendenza e, dal lato italiano, nella guida sulla riforma dello iure sanguinis. Per chi chiede il visto vivendo fuori dall'Italia valgono anche le regole sul Paese di residenza. Quando una pratica resta ferma nei controlli di sicurezza, la scheda sul name check dell'FBI (in inglese) spiega le opzioni. I documenti da preparare sono gli stessi descritti nella pagina sui documenti italiani, con quelli del Paese di nascita. La pagina generale del Dipartimento di Stato sui visti è nella sezione notizie.

Domande ricorrenti

Un italo-iraniano con passaporto italiano può usare l'ESTA?

No: la legge sul Visa Waiver esclude chi ha anche la cittadinanza di alcuni Paesi, fra cui l'Iran. Deve chiedere un visto come cittadino italiano, e il travel ban non glielo impedisce.

Un visto già rilasciato resta valido?

Sì: la proclamazione dichiara di non revocare i visti rilasciati prima della sua entrata in vigore.

Le liste possono cambiare?

Sì. La proclamazione prevede revisioni periodiche: un Paese può essere aggiunto, tolto o spostato fra le due liste.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.