Il programma nasce dall'ordine esecutivo 14351, firmato il 19 settembre 2025 e pubblicato nel Federal Register. È stato avviato il 10 dicembre 2025: la procedura comincia con una registrazione sul sito ufficiale trumpcard.gov e prosegue, dopo una prima verifica, con la petizione I-140G, che si presenta soltanto online tramite un account USCIS e richiede la documentazione dell'origine dei fondi.
Contributo, non investimento
Secondo le istruzioni pubblicate, il richiedente individuale versa un milione di dollari e lo sponsor aziendale due milioni, al Dipartimento del Commercio, dopo il completamento delle verifiche. Il punto da capire è la natura di quella somma: è un contributo, non un capitale investito in un'impresa. Non c'è un progetto da valutare, non ci sono posti di lavoro da creare, non c'è un rendimento né un rimborso atteso.
L'EB-5 funziona in modo opposto. Il capitale — 800.000 o 1.050.000 dollari — resta dell'investitore, deve essere esposto al rischio d'impresa e deve generare dieci posti di lavoro; la categoria è prevista dalla legge federale dal 1990 e riformata nel 2022. La differenza giuridica pesa: l'EB-5 esiste per legge, la Gold Card esiste per atto dell'esecutivo e la sua tenuta non è stata ancora messa alla prova in giudizio in modo definitivo.
Che cosa sappiamo, e che cosa no
Sappiamo che l'approvazione della I-140G non è la green card: è la petizione, a cui segue la procedura per ottenere il visto d'immigrazione o lo status. Sappiamo che USCIS ha sottoposto all'approvazione federale una revisione del modulo, ancora in esame nell'estate 2026. Sappiamo che la «Platinum Card», annunciata insieme alla Gold Card, ad agosto 2026 risultava ancora «in arrivo» sul sito ufficiale.
Non sappiamo, da fonti ufficiali verificabili, quante petizioni siano state approvate né in che tempi: le cifre circolate sulla stampa non sono state confermate da un documento pubblico. Chi valuta questa via deve considerare anche il rischio che un futuro cambiamento politico o una decisione giudiziaria incida sul programma.
Un programma nuovo, costoso e poco conosciuto è il terreno ideale per gli intermediari. La procedura ufficiale non passa da agenzie private e il pagamento si fa solo dopo le verifiche: chi chiede anticipi, promette «preapprovazioni» o vende la Platinum Card sta vendendo qualcosa che non esiste. I segnali da riconoscere sono nella pagina Gold Card ed EB-5: le promesse da cui diffidare.
Come confrontarla con l'EB-5 e le altre vie
Per un italiano con un capitale importante le domande sono tre: se vuole recuperare il capitale (l'EB-5 lo consente, la Gold Card no); se vuole gestire un'impresa propria (allora l'E-2 o l'investimento diretto EB-5 sono più coerenti); quanto rischio giuridico è disposto a correre. Un confronto ragionato fra le vie d'investimento verso la residenza è nella guida alla cittadinanza americana per investimento, e un quadro dei programmi europei paragonabili è in quella sui golden visa europei. Le tariffe EB-5 aggiornate sono nella pagina EB-5: tariffe 2026.
Domande ricorrenti
La Gold Card dà la cittadinanza americana?
No. Porta, se approvata e completata la procedura, alla residenza permanente. La cittadinanza si chiede poi con la naturalizzazione, alle condizioni generali previste dalla legge.
Bisogna gestire un'impresa negli Stati Uniti?
No: è proprio la differenza con l'E-2 e con l'investimento diretto EB-5. Il contributo non è legato a un'attività economica dell'interessato.
Si può completare la procedura dall'Italia?
La petizione si presenta online. La fase finale, per chi è all'estero, passa dal visto d'immigrazione rilasciato da un consolato: il Dipartimento di Stato ha predisposto un modulo dedicato per questa fase.