I visti americani che non richiedono uno sponsor

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La proposta di un contributo H-1B da 103.265 dollari

Mentre i tribunali bloccavano il pagamento da 100.000 dollari imposto per proclamazione, il Dipartimento della sicurezza interna ha percorso un'altra strada: una proposta di regolamento che introdurrebbe un contributo di 103.265 dollari su ogni petizione H-1B soggetta al tetto. Non è in vigore. Ma se lo diventasse, cambierebbe l'H-1B da fondatore.

La proposta di regolamento è stata pubblicata nel Federal Register il 25 agosto 2026, con commenti fino al 24 settembre. Prevede un contributo di 103.265 dollari, da versare al momento del deposito, per tutte le petizioni H-1B soggette al tetto numerico, comprese quelle che rientrano nell'esenzione per i titolari di laurea magistrale americana, in aggiunta a ogni altra tariffa. Il Dipartimento lo presenta come uno strumento per recuperare una parte dei costi che il sistema dell'immigrazione legale genera per quattro amministrazioni: Sicurezza interna, Giustizia, Stato e Lavoro.

Che cosa la distingue dalla proclamazione

Il pagamento da 100.000 dollari, descritto nella pagina sul contributo prorogato e bloccato, è una condizione d'ingresso imposta dal presidente per i lavoratori che si trovano all'estero; i tribunali lo hanno ritenuto un'imposta che solo il Congresso può istituire. La proposta segue invece la via della tariffa amministrativa, e il suo ambito è diverso: non dipende da dove si trova il beneficiario, ma dal fatto che la petizione sia soggetta al tetto. Riguarderebbe quindi anche chi chiede il cambio di status dall'interno degli Stati Uniti.

Proposta, non regola

Al 12 ottobre 2026 non è stata pubblicata una regola finale. Il Dipartimento deve rispondere ai commenti e può modificare l'importo o l'ambito, e una regola finale potrebbe essere impugnata. Le tariffe in vigore restano quelle della tabella ufficiale USCIS.

Che cosa significherebbe per un fondatore

Per una startup che sponsorizza il proprio fondatore, come consente la regola descritta nella pagina sull'H-1B per fondatori, un contributo di oltre centomila dollari a ogni petizione soggetta al tetto renderebbe la via poco realistica per la maggior parte delle imprese in fase iniziale. Si sommerebbe alla selezione ponderata per salario, che già favorisce le retribuzioni alte. I datori esenti dal tetto — università, enti di ricerca senza scopo di lucro collegati — non sarebbero interessati dalla proposta così come è scritta.

Le alternative da tenere pronte

La lezione è la stessa di tutte le novità H-1B del 2026: costruire un percorso che non dipenda da una singola categoria. Per chi ha capitale e vuole gestire un'impresa c'è l'E-2; per chi ha un profilo forte l'O-1 sul versante temporaneo e le autopetizioni sul versante della residenza, descritte nella guida ai percorsi per talento verso la green card. Il programma H-1B in generale è descritto sulla pagina di USCIS.

Domande ricorrenti

Si applicherebbe alle proroghe?

La proposta riguarda le petizioni soggette al tetto. Le proroghe con lo stesso datore e, di regola, i cambi di datore di chi è già stato conteggiato nel tetto non lo sono.

Chi la pagherebbe?

Il datore che presenta la petizione, al momento del deposito, in aggiunta alle altre tariffe.

E se la proclamazione da 100.000 dollari tornasse in vigore?

Sono due misure distinte, con basi giuridiche diverse. Il testo proposto non chiarisce come si combinerebbero: è uno dei punti da verificare nella versione finale, se arriverà.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.