I visti americani che non richiedono uno sponsor

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H-1B e licenziamenti: che cosa chiede l'ordine esecutivo di settembre

Insieme alla proroga del contributo da 100.000 dollari, la Casa Bianca ha firmato un ordine esecutivo che non parla di soldi ma di controlli: le amministrazioni dovranno chiedersi se il datore di lavoro ha licenziato, o intende licenziare, lavoratori americani paragonabili.

L'ordine esecutivo intitolato al rafforzamento dell'integrità del programma H-1B è stato firmato il 18 settembre 2026 ed è pubblicato nel Federal Register. Non introduce una nuova categoria né un nuovo requisito di legge: indirizza il modo in cui tre amministrazioni esaminano le pratiche che già conoscono.

Che cosa dice

I Dipartimenti di Stato, del Lavoro e della Sicurezza interna devono tenere conto, nell'esame delle domande di certificazione salariale, delle petizioni, dei visti e degli ingressi H-1B, del fatto che il datore di lavoro abbia effettuato, direttamente o indirettamente, licenziamenti nell'anno precedente o ne programmi di futuri che incidano sull'occupazione di lavoratori americani in posizioni simili. Al Dipartimento del Lavoro è chiesto di avviare entro trenta giorni un riesame dei dati delle domande già presentate.

L'ordine non stabilisce un divieto automatico: un datore che ha licenziato non è escluso per questo dal programma. Ripete più volte che le amministrazioni devono agire nel rispetto della legge, il che lascia aperta la questione di quanto peso un elemento del genere possa avere in una decisione che la legge non collega ai licenziamenti. Le istruzioni operative, al 12 ottobre 2026, non sono state pubblicate.

Perché riguarda anche le startup

Si pensa a questa misura come rivolta ai grandi gruppi tecnologici, ed è così che è stata presentata. Ma le giovani imprese ristrutturano spesso: un cambio di prodotto, un round mancato, un ramo d'azienda chiuso. Il fondatore che chiede un H-1B tramite la propria società — la possibilità descritta nella pagina sull'H-1B per fondatori — deve mettere in conto che una riduzione del personale americano dell'ultimo anno potrà essere guardata con attenzione. Conviene avere pronta una spiegazione documentata: quali posizioni sono state soppresse, perché, e perché la posizione per cui si chiede l'H-1B non le sostituisce.

Un consiglio pratico

Tenere un registro delle variazioni di organico, con date e motivazioni, costa poco e diventa prezioso quando qualcuno chiede conto delle scelte fatte. Vale per l'H-1B e vale per qualunque petizione in cui la società americana debba dimostrare di essere un'impresa reale, come il L-1A per una nuova sede.

Il rapporto con le altre misure

L'ordine si somma alla proroga del contributo da 100.000 dollari, che è oggi bloccata dai tribunali, e alla proposta del Dipartimento del Lavoro di alzare i salari prevalenti, commentata nella pagina sui salari minimi H-1B e PERM. Il quadro generale del programma resta sulla pagina di USCIS sull'H-1B.

C'è infine un aspetto che riguarda il modo in cui le direttive dell'esecutivo vengono messe alla prova in giudizio: dal 2024 i tribunali non devono più adottare l'interpretazione della legge preferita dall'agenzia. Le conseguenze per il contenzioso sull'immigrazione sono analizzate nella pagina su Loper Bright e il mandamus (in inglese).

Domande ricorrenti

Contano i licenziamenti fatti in Italia?

Il testo si riferisce ai licenziamenti che incidono sull'occupazione di lavoratori statunitensi in posizioni simili. Come verranno trattati i gruppi con società all'estero lo diranno le istruzioni applicative, che al 12 ottobre 2026 non sono state pubblicate.

Riguarda le domande già approvate?

L'ordine chiede al Dipartimento del Lavoro di riesaminare i dati delle domande di certificazione salariale già presentate per valutare se siano necessarie ulteriori iniziative. Non dice che le approvazioni esistenti decadano.

Vale anche per L-1, E-2 o O-1?

No: l'ordine riguarda il programma H-1B. Le altre categorie hanno regole proprie, descritte nelle pagine sui singoli percorsi.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.