I visti americani che non richiedono uno sponsor

Guida · pianificazione

Salari prevalenti: la proposta che alzerebbe tutti e quattro i livelli

Il salario prevalente è la cifra minima che un datore deve impegnarsi a pagare a un lavoratore straniero. Il Dipartimento del Lavoro propone di ricalcolarla verso l'alto per l'H-1B e per la certificazione del lavoro. Per chi cerca una via senza sponsor è un argomento in più a favore delle autopetizioni.

Il testo della proposta, pubblicato nel Federal Register il 27 marzo 2026, riguarda il modo in cui il Dipartimento del Lavoro calcola i salari prevalenti per due famiglie di procedure: le domande di certificazione salariale che accompagnano l'H-1B, l'H-1B1 e l'E-3, e la certificazione del lavoro (PERM) richiesta per la maggior parte delle green card EB-2 ed EB-3.

Che cosa cambierebbe

Il sistema attuale divide la distribuzione dei salari di ogni professione, in ogni area, in quattro livelli collegati a percentili della rilevazione statistica ufficiale. La proposta alza tutti i percentili: il livello I, per esempio, passerebbe dal 17° al 34° percentile, il livello II dal 34° al 52°. Il Dipartimento motiva la scelta sostenendo che il metodo attuale consentirebbe di pagare i lavoratori stranieri meno dei colleghi americani con qualifiche simili. La nuova misura non sarebbe retroattiva: si applicherebbe alle determinazioni salariali pendenti alla data di entrata in vigore e alle domande successive.

Chi ne sarebbe colpito

Il primo effetto è sul costo. Un datore che vuole assumere con un H-1B o avviare una certificazione del lavoro dovrebbe offrire di più. Il secondo effetto si combina con la selezione ponderata per salario: livelli più alti significano che lo stesso stipendio, in futuro, potrebbe ricadere in un livello inferiore e valere meno nel sorteggio. Per la startup che sponsorizza il proprio fondatore, descritta nella pagina sull'H-1B per fondatori, entrambi gli effetti vanno nella stessa direzione.

Sul versante della residenza permanente, la certificazione del lavoro è già oggi il passaggio più lungo delle pratiche EB-2 ed EB-3 ordinarie; i ritardi del Dipartimento del Lavoro sono un tema a sé, trattato nella scheda sul mandamus per la certificazione PERM (in inglese).

Perché la NIW e l'EB-1A ne restano fuori

La deroga per interesse nazionale esiste proprio per saltare la certificazione del lavoro, e l'EB-1A non la richiede affatto. Nessuna delle due passa dal salario prevalente. Se la proposta diventasse definitiva, la distanza di costo fra la via con sponsor e le autopetizioni aumenterebbe ancora.

Che cosa verificare

Una proposta di regolamento può cambiare, essere ritirata o restare ferma a lungo. Prima di impostare una pratica conviene controllare se è stata pubblicata una regola finale e da quando si applica, sul Federal Register o sulle pagine dell'ufficio del Dipartimento del Lavoro per la certificazione dei lavoratori stranieri. La data, quando arriverà, finirà nel calendario delle scadenze.

Domande ricorrenti

Riguarderebbe l'E-2 o l'O-1?

No. L'E-2 e l'O-1 non richiedono una domanda di certificazione salariale e non sono fra i programmi elencati dalla proposta, che riguarda H-1B, H-1B1, E-3 e la certificazione del lavoro PERM.

Quando entrerebbe in vigore?

La data sarebbe fissata nella regola finale, dopo l'esame dei commenti. Fino ad allora valgono i livelli attuali, pubblicati dal Dipartimento del Lavoro per ogni anno salariale.

Che cosa succede alle pratiche già avviate?

Secondo il testo proposto, i nuovi livelli si applicherebbero alle determinazioni salariali pendenti alla data di entrata in vigore e alle domande successive, non a quelle già decise.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.