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ESTA e social network: la proposta che non è ancora in vigore

Nel dicembre 2025 l'agenzia americana delle frontiere ha proposto di chiedere a chi compila l'ESTA i profili social degli ultimi cinque anni, insieme a numeri di telefono, indirizzi email e dati sui familiari. Se ne parla come di una regola già operativa. Alla data di questa pagina, non lo è.

L'avviso pubblicato nel Federal Register il 10 dicembre 2025 riguarda il modulo I-94 e i sistemi collegati, fra cui l'ESTA. Il CBP vi annunciava l'intenzione di rendere obbligatoria, nella domanda di autorizzazione al viaggio, l'indicazione dei profili social usati negli ultimi cinque anni, oggi facoltativa. La proposta comprendeva altri dati: numeri di telefono degli ultimi cinque anni, indirizzi email degli ultimi dieci, informazioni sui familiari. Il periodo per i commenti si è chiuso il 9 febbraio 2026.

A che punto è

Per diventare operativa, una raccolta di dati di questo tipo deve essere approvata dall'ufficio federale che vigila sugli oneri amministrativi. Nella primavera del 2026 l'Ambasciata degli Stati Uniti in Francia, in una scheda informativa sull'ESTA, indicava che il requisito non era ancora in vigore; nel maggio 2026, secondo resoconti di stampa, il CBP aveva escluso di applicarlo prima dei Mondiali di calcio. Al 12 ottobre 2026 non abbiamo trovato un atto ufficiale che lo renda operativo. Il modo più semplice per verificarlo è aprire il modulo sul sito ufficiale dell'ESTA: se il campo è contrassegnato come facoltativo, la proposta non è in vigore.

Questione aperta

Questa pagina sarà aggiornata quando la proposta sarà approvata, modificata o ritirata. Fino ad allora, chi scrive che «l'ESTA chiede cinque anni di social» descrive una proposta, non la regola. Le informazioni generali sul programma sono sulla pagina del CBP dedicata all'ESTA.

Che cosa cambia già oggi

Anche senza la nuova regola, i profili pubblici sono visibili a chiunque, e gli agenti di frontiera possono fare domande sulle attività online. Il modulo ESTA chiede già oggi informazioni che vanno date con la cura di una dichiarazione ufficiale, come ricorda la pagina sull'ESTA. La coerenza fra ciò che si dichiara nell'ESTA, nel modulo del visto e nei moduli USCIS conta più del singolo campo: il quadro complessivo è nella pagina sui social network nelle pratiche d'immigrazione.

Dati personali e diritti

Una raccolta così ampia solleva questioni di protezione dei dati che in Europa conosciamo bene: chi tratta le informazioni, per quanto tempo, con quali garanzie. Le regole italiane ed europee in materia sono il terreno della privacy e del GDPR; e quando a pesare è ciò che di noi si trova in rete, quello della reputazione online. I siti che imitano quello ufficiale, e che chiedono dati e soldi per un servizio gratuito o quasi, restano il rischio più concreto: la pagina sulle truffe spiega come riconoscerli. Sullo stesso fronte dei controlli si colloca la biometria all'ingresso e all'uscita.

Domande ricorrenti

Oggi devo indicare i social nell'ESTA?

Il campo è facoltativo. Se si sceglie di compilarlo, le informazioni devono essere esatte e coerenti con quelle date altrove, per esempio nel modulo del visto.

Che cosa succede a un ESTA già approvato?

Un ESTA approvato vale di regola due anni o fino alla scadenza del passaporto, salvo revoca. Nuovi requisiti, se adottati, riguarderebbero le nuove domande.

Le richieste di dati sui familiari sono già in vigore?

No: anche queste facevano parte della stessa proposta, che al 12 ottobre 2026 non risulta operativa.

Dove verificare, e a chi rivolgersi

Questo sito non offre consulenza, non risponde a quesiti individuali e non ti mette in contatto con nessuno. È fatto per farti arrivare preparato alle fonti che contano:

  • il Dipartimento di Stato per i visti richiesti in ambasciata o consolato;
  • USCIS per le petizioni e i cambi di status richiesti dall'interno degli Stati Uniti;
  • il sito dell'Ambasciata USA in Italia per le procedure consolari italiane;
  • l'elenco degli avvocati abilitati consultabile tramite l'ordine forense dello Stato statunitense competente, o l'elenco di riferimento dell'AILA.

Se il tuo caso vale una firma, vale anche un avvocato che risponda del proprio parere. Diffida di chi promette esiti, tempi certi o «visti garantiti»: nessuno può prometterli.